La scala NFC, ovvero Need for Cognitive Closure, è uno strumento psicometrico sviluppato negli anni ’90 da Donna M. Webster e Arie W. Kruglanski (1994) per misurare il bisogno individuale di chiusura cognitiva. Come ho spiegato nel precedente approfondimento sul Bisogno di Chiusura Narrativa, il bisogno di chiusura cognitiva è la tendenza di una persona a cercare risposte chiare e definitive ed evitare l’ambiguità o l’incertezza.
Questa scala ha due varianti: una versione più lunga (42 voci) e una più breve (15 voci). Ciascuna domanda del test prevede l’indicazione di una risposta da “fortemente in disaccordo” a “fortemente in accordo” (scala Likert).
Sostanzialmente è un questionario autosomministrato che valuta quanto una persona desideri risposte chiare, rapide e definitive e quanto invece tolleri l’ambiguità e l’incertezza.
Come funziona la scala NFC
La scala si articola in cinque componenti motivazionali.
Ordine: piacere per ambienti ordinati, strutturati e prevedibili. Ad esempio “Mi sento a disagio quando le cose non sono al loro posto”.
Prevedibilità: desiderio che eventi e situazioni seguano schemi conosciuti (“Mi infastidisce quando le cose non accadono come previsto”).
Decisività: tendenza a prendere decisioni velocemente e con fiducia (“Preferisco prendere una decisione piuttosto che restare nell’incertezza”).
Disagio per l’ambiguità: fastidio verso situazioni ambigue, complesse o indefinite, come “Le situazioni confuse mi fanno sentire a disagio”.
Mentalità chiusa: resistenza a nuove idee o informazioni che contraddicono le convinzioni già formate (“Una volta presa una decisione, non mi piace metterla in discussione”).
Un punteggio alto nella scala indica tendenza a cercare risposte rapide, definitive, non contraddittorie, ridurre l’incertezza anche sacrificando l’accuratezza, preferire strutture semplici e stabili. Chi ottiene punteggi elevati tende a formare giudizi rapidamente, resiste a nuove informazioni e preferisce strutture semplici.
Un punteggio basso dimostra invece l’inclinazione a tollerare meglio l’incertezza, esplorare più alternative, essere più aperti mentalmente e creativi, accettare complessità e ambiguità. Generalmente chi ha un punteggio basso è più aperto a nuove idee, flessibile e disposto a esplorare possibilità diverse, anche se non sempre immediate o scontate.
La NFCS permette di quantificare quanto una persona preferisca la certezza rispetto all’incertezza, e questo dato è stato usato in tantissimi studi di psicologia sociale, politica, organizzativa e anche clinica.
Dove trova applicazione
I risultati della Scala NFC possono essere molti utili in vari ambiti. Oltre che nella narrativa e nel cinema, i dati definiscono l’atteggiamento degli individui nella psicologia sociale e negli studi sull’ideologia politica. Anche nel settore dell’educazione si possono definire i profili degli studenti verso metodi di apprendimento aperti o strutturati, in modo da strutturare i percorsi di studio e apprendimento in un senso o nell’altro.
Nell’articolo precedente ho mostrato come questa scala NFC possa essere impiegata efficacemente da un romanziere o un regista/sceneggiatore per capire i gusti e le tendenze del pubblico, effettuando un semplice test su un campione di utenti. Di seguito ti mostro come impiegare la versione breve della scala proprio a questo scopo.
Come usare la Need for Closure Scale (NFC) per la scrittura di un romanzo
Ecco le 15 domande della versione breve della NFC Scale. Per ciascuna delle seguenti affermazioni bisogna indicare quanto sei d’accordo usando un range da 1 a 6:
1 = Fortemente in disaccordo
2 = Moderatamente in disaccordo
3 = Leggermente in disaccordo
4 = Leggermente d’accordo
5 = Moderatamente d’accordo
6 = Fortemente d’accordo
- Non mi piacciono le situazioni incerte.
- Non mi piacciono le domande a cui si potrebbe rispondere in molti modi diversi.
- Trovo che una vita ben organizzata con orari regolari si adatti al mio temperamento.
- Mi sento a disagio quando non capisco il motivo per cui un evento si è verificato nella mia vita.
- Mi irrita quando una persona non è d’accordo con ciò che credono tutti gli altri in un gruppo.
- Non mi piace affrontare una situazione senza sapere cosa posso aspettarmi da essa.
- Quando prendo una decisione, mi sento sollevato.
- Quando mi trovo di fronte a un problema, non vedo l’ora di trovare una soluzione molto rapidamente.
- Diventerei rapidamente impaziente e irritato se non trovassi una soluzione a un problema immediatamente.
- Non mi piace stare con persone capaci di azioni inaspettate.
- Non mi piace quando l’affermazione di una persona può significare molte cose diverse.
- Trovo che stabilire una routine coerente mi permetta di godermi di più la vita.
- Mi piace avere uno stile di vita chiaro e strutturato.
- Di solito non consulto molte opinioni diverse prima di formarmi un’opinione personale.
- Non mi piacciono le situazioni imprevedibili.
Come interpretare i risultati
Dopo aver risposto a tutte le domande indicando un numero che va da 1 a 6, somma tutti i punteggi e poi procedi con l’interpretazione dei risultati.
Punteggi fino a 40: indicano un NFC basso. La persona tende a tollerare l’ambiguità, è più aperta a nuove informazioni, accetta meglio l’incertezza e i finali non conclusi.
Tra 41 e 60 i punteggi mostrano un NFC medio. Il soggetto oscilla tra la curiosità per l’aperto e la ricerca di chiarezza, senza una preferenza netta per l’una o l’altra. Mostra un bisogno moderato di chiusura. Può accettare una certa dose di incertezza, ma al tempo stesso tende a preferire che molte cose siano chiare e concluse.
I punteggi tra 61 e 90 indicano un NFC alto. Chi ottiene questi risultati ha un forte bisogno di ordine e di risposte definitive, preferisce decisioni rapide e storie o situazioni con poca ambiguità.
Tu che risultato hai ottenuto? Io ho raggiunto un punteggio di 56, collocandomi quindi nella fascia intermedia. E questo conferma l’opinione che ho espresso nel precedente articolo, dove spiego la mia tolleranza per i finali aperti nelle storie ma allo stesso tempo il mio bisogno di maggiore chiusura nei dettagli secondari o marginali presenti nella trama.

